STAN Ticino

Una voce di tutela per il patrimonio ticinese

CHI SIAMO
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ANNI DI PRESENZA SUL TERRITORIO

La STAN è una società di interesse culturale e civico che promuove la difesa e la valorizzazione delle testimonianze artistiche e naturali del territorio ticinese. La sua attività comprende la tutela degli edifici storici, dei quartieri di valore, dei paesaggi culturali e delle tracce identitarie che definiscono il carattere di un luogo. La sede attuale risulta a Locarno, ma la sua identità e il suo raggio d’azione restano cantonali, con attenzione costante anche a Lugano.

Ci prendiamo cura del Ticino che ami

SETTORI DI INTERVENTO

Architettura, paesaggio, cultura e tutela attiva. Sono i quattro ambiti in cui la STAN opera ogni giorno per preservare ciò che rende unico e irripetibile il nostro cantone.

01 Architettura

Proteggere e valorizzare edifici, nuclei storici e testimonianze del costruito ticinese.

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02 Natura

Salvaguardare biodiversità, ambienti naturali ed equilibri del territorio per le generazioni future.

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03 Paesaggio

Difendere il paesaggio culturale e naturale, la qualità degli insediamenti e del territorio.

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04 Cultura

Promuovere conoscenza, memoria e consapevolezza del patrimonio storico e culturale locale.

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05 Tutela

Intervenire e sensibilizzare l'opinione pubblica a favore dei beni minacciati o trascurati.

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Il patrimonio ticinese ha bisogno di te.

STAN

LA NOSTRA STORIA

I valori e i temi della STAN

La STAN

La Società ticinese per l’Arte e la Natura (STAN) dal 1908 è attiva in Ticino nell’ambito della divulgazione della conoscenza del patrimonio architettonico e paesaggistico, dell’educazione al suo rispetto, e dell’inserimento armonioso dei nuovi manufatti nei tessuti esistenti. Negli ultimi anni, l’associazione si è impegnata sopratutto per la salvaguardia di edifici storici minacciati: dai grandi alberghi come il Palace di Lugano,il Grand Hotel Locarno, alle ville dei primi del ‘900, come Villa Stauffer Frizzi a Lugano-Montarina, alle testimonianze di edilizia rurale, di archeologia industriale, come il deposito Usego di Bironico, dell’architetto Rino Tami; ma anche di giardini storici: le alberature di piazza Simen e dell’ ex-ginnasio a Bellinzona, gli ippocastani di via Lambertenghi a Lugano e tanti altri casi.

I beni culturali sono edifici e manufatti che stabiliscono con il passato un certo legame economico, tecnico o sociale. In questo senso e contrariamente a un’opinione molto diffusa, non si allude soltanto a fabbricati rappresentativi, quali possono essere i castelli o gli edifici sacri. Anche gli edifici o i manufatti più modesti, come le case d’abitazione, le fattorie, gli stabilimenti, i ponti, o i muri a secco o i complessi abitativi possono essere beni culturali, a condizione che presentino un significato storico, culturale o estetico.

In linea teorica qualsiasi edificio potrebbe essere un bene culturale; che cosa dunque lo rende tale? Per guadagnarsi questo appellativo, un oggetto deve presentare una valenza superiore ai manufatti normali, misurabile mediante diversi criteri.

La bellezza e l’estetica sono due fattori importanti per considerare bene culturale un manufatto, quantunque l’assenza della componente estetica non sia di per sé un motivo sufficiente per non considerarlo tale. Questo concetto dipende d’altronde molto dai tempi e dalle società. Ciò che un tempo veniva considerato bello viene oggi bollato come kitch, mentre ciò che a noi sembra oggi orrendo verrà magari rivalutato in futuro. Si pensi per esempio a certi stabilimenti o strutture stradali, che oggi consideriamo pregevoli.

La vetustà è un altro elemento di primaria importanza affinché un oggetto venga dichiarato bene culturale. Questo criterio diventa determinante se non vi sono molti altri esempi del genere o se quello rimasto è l’unico ancora esistente. In questo caso, la costruzione funge da rappresentante di tutte le altre caraterisctiche analoghe ormai scomparse. Un bene culturale non deve comunque essere per forza vecchissimo, anche pochi decenni possono trasformare un edificio in bene da tutelare se sono presenti incontestabili attributi qualitativi.

Talune costruzioni possono essere dichiarate beni culturali per il loro interesse tecnico. Può essere il caso del primo edificio costruito in cemento armato o un ponte con una campata di un’ampiezza mai raggiunta prima ecc…

I beni culturali raccontano spaccati di vita di un tempo. Gli stabilimenti balneari sorti in riva a laghi o corsi d’acqua naturali ricordano che i bagni pubblici erano di moda già nel XIX secolo, sebbene allora vi fossero aree nettamente distinte per le donne e gli uomini.

In certi casi, non è il singolo oggetto a risultare importante e classificabile come bene culturale, bensì l’insieme. Pensiamo alla piazza di un vilaggio rurale:non è un determinato edificio a conferire la monumentalità, ma tutte le costruzioni che delimitano questo spazio privilegiato.

Uno stabile può assumere il carattere di monumento se risulta essere l’opera prima di un celebre architetto o se ricorda una circostanza storica, quale può essere una memorabile battaglia o un’esposizione nazionale.

Un luogo può essere considerato bene culturale non tanto per le sue qualità intrinseche quanto piuttosto perché un personaggio illustre vi è nato, lo ha visitato o vi ha soggiornato.

Il passato rappresenta la base per capire il presente e organizzare il futuro. I monumenti storici sono testimonianze del tempo che fu e ci raccontano la storia di culture precedenti e del lavoro artistico di singole persone o della comunità. Lo sviluppo di una città, di un Paese, si esprime nelle opere che ne determinano la crescita. Sono per l’appunto queste opere che costituiscono il ricordo collettivo di una società. Nella vita privata, conserviamo oggetti, foto,immagini che evocano momenti particolari del nostro passato. Un bene culturale specialmente di carattere monumentale, svolge per la nostra società l’identica funzione di ricordo che una foto di famiglia riveste a livello personale.

I beni cullturali abbelliscono l’ambiente in cui viviamo. Essi documentano la varietà culturale elvetica e contribuiscono a forgiare l’identità regionale. L’edilizia rurale propone una serie di soluzioni diverse che conferiscono un aspetto unico a una determinata regione. Anche il turismo trae vantaggi dalla presenza dei beni culturali, spesso apprezzate mete di gite e viaggi.

I monumenti storici rivestono un importante ruolo sociale, poiché, a differenza delle collezioni private, sono almeno esternamente visibili a tutti. Alcuni di essi si possono inoltre visitare anche all’interno. La cura dei monumenti quale eredità culturale comune è un compito di interesse pubblico, esattamente come quello di mettere a disposizione di tutti energia a sufficienza. In questo senso, la società deve impegnarsi a conservare i beni culturali come memoria del passato, cosa che non risulta sempre facile,perché spesso sono in gioco interessi divergenti.

I conflitti più frequenti sono quelli che oppongono pubblico e privato. È per esempio possibile mettere sotto protezione un bene culturale di proprietà privata, impedendo in tal modo a proprietario di disporne a suo piacimento. Spesso, però, si scontrano anche interessi pubblici divergenti, ad esempio quando si tratta di demolire un monumento per far posto alla costruzione di una strada.

Missione

Difendere arte, natura, architettura e Paesaggio Ticinesi

La missione della STAN è proteggere ciò che rende riconoscibile e leggibile il territorio ticinese: edifici storici, spazi urbani, paesaggi culturali, beni architettonici e ambienti naturali. L’associazione interviene per promuovere una pianificazione più attenta, una conservazione responsabile e una cultura del restauro e della trasformazione rispettosa del contesto. In questa prospettiva, la STAN agisce sia come osservatore critico sia come interlocutore propositivo verso istituzioni, proprietari e cittadinanza.

La nostra struttura

Consiglio direttivo

Ufficio presidenziale

  • 01
    Tiziano Fontana
    Presidente
  • 02
    Riccardo Bergossi
    Vicepresidente
  • 03
    Ruben Rossello
  • 04
    Cristina Kopreinig Guzzi
  • 05
    Paolo Camillo Minotti

Membri

  • 01
    Stefania Bianchi
  • 02
    Giorgio De Biasio
  • 03
    Nicoletta Locarnini
  • 04
    Antonio Pisoni
  • 05
    Damiano Salvini
  • 06
    Maria Mazza
  • 07
    Nicola Soldini
  • 08
    Giovanni Maria Balestra