Riassunto dell’Assemblea annuale STAN 2024
Il 6 settembre 2024 si è tenuta ad Ascona l’Assemblea annuale della Società ticinese per l’Arte e la Natura (STAN). La relazione del Consiglio direttivo ha permesso di fare il punto sull’attività svolta dall’associazione e sui principali temi legati alla tutela del patrimonio culturale, architettonico, naturalistico e paesaggistico del Ticino.
L’assemblea si è aperta con un riferimento al giardino storico del Collegio Papio, bene culturale di interesse cantonale. Questo luogo è stato ricordato come esempio significativo di come il restauro e la salvaguardia del patrimonio debbano conservare la sostanza storica di un bene, permettendone al tempo stesso un uso civile e sociale contemporaneo, rispettoso della sua identità.
Ampio spazio è stato dedicato anche all’iniziativa popolare federale “Per il futuro della nostra natura e del nostro paesaggio”, sostenuta da diverse associazioni attive nella protezione del patrimonio e dell’ambiente. La STAN ha invitato i cittadini sensibili alla tutela dei paesaggi, degli insediamenti storici, dei siti caratteristici e dei monumenti naturali e culturali a sostenere l’iniziativa, sottolineando l’importanza di un dibattito pubblico fondato su dati corretti e verificabili.
La relazione ha poi rivolto un pensiero alla Valle Maggia e in particolare alla Valle Bavona, duramente colpite dagli eventi naturali dell’estate. La Valle Bavona è stata ricordata per il suo straordinario paesaggio culturale e per il sostegno ricevuto negli anni da Patrimonio svizzero attraverso il lascito Rosbaud. La STAN ha invitato a sostenere gli sforzi di ricostruzione e a riconoscere il valore dei paesaggi culturali, spesso minacciati sia dagli eventi naturali sia da interventi poco rispettosi delle peculiarità dei luoghi.
Tra i casi concreti affrontati figurano Casa Azùl a Gordola e la Centovallina. Per Casa Azùl, la STAN ha ricordato il proprio impegno contro la demolizione dell’edificio e il sostegno alla petizione promossa da un comitato di cittadini per chiederne la protezione. È stata inoltre richiamata la petizione “Per altri cento anni di Centovallina al servizio del pubblico”, sostenuta anche dalla STAN, che ha raccolto oltre diecimila firme a favore della salvaguardia del valore storico dei manufatti della linea ferroviaria.
Un altro tema centrale è stato il Grand Hotel Locarno di Muralto. La relazione ha ricordato il lavoro svolto dalla STAN per contrastare una domanda di costruzione ritenuta lacunosa e non sufficientemente rispettosa della sostanza storica del bene culturale protetto. Grazie alle condizioni poste dall’Ufficio dei beni culturali e alle richieste puntuali della STAN, il progetto iniziale è stato modificato. L’associazione ha inoltre seguito con attenzione le successive varianti e il progetto di una nuova costruzione nel parco, chiedendo modifiche volte a ridurne l’impatto e a salvaguardare la sostanza storica del Grand Hotel e gli elementi naturali di pregio presenti nell’area.
La relazione ha poi affrontato il tema del contenzioso, respingendo l’idea che l’attività della STAN sia motivata da una presunta “ricorsite”. L’associazione ha sottolineato come opposizioni e ricorsi siano spesso resi necessari da piani regolatori sovradimensionati, domande di costruzione incomplete o lacunose e da un uso insufficiente degli inventari federali, in particolare dell’ISOS, come strumenti scientifici per valutare correttamente gli interventi sul territorio.
Un capitolo importante è stato dedicato alla modifica della legge sull’energia e ai parchi solari alpini. La STAN ha espresso forte preoccupazione per il rischio di industrializzazione delle terre alte e della montagna, ribadendo la necessità di privilegiare prima di tutto il potenziale delle zone edificabili di pianura e degli impianti già esistenti, evitando nuovi interventi fuori zona edificabile che possano arrecare danni alla natura, al paesaggio e al patrimonio culturale.
La relazione ha inoltre richiamato il referendum contro il credito miliardario per l’ampliamento della rete autostradale e il progetto PoLuMe, seguito da anni dalla STAN. L’associazione ha espresso preoccupazione per le conseguenze di questi interventi, ritenendo che possano generare un aumento del traffico, dell’inquinamento e del rumore, con un impatto negativo in particolare sul Luganese e sul Mendrisiotto.
È stato infine ricordato l’iter ancora fermo dell’iniziativa popolare cantonale della STAN “Un futuro per il nostro passato: per un’efficace protezione del patrimonio culturale del territorio ticinese”, sostenuta da quasi quindicimila cittadini. La relazione ha espresso preoccupazione per i ritardi parlamentari, nonostante il compromesso raggiunto con il Consiglio di Stato.
La relazione si è conclusa con una nota positiva dedicata al Premio STAN 2024. L’associazione ha ricordato di aver ricevuto diciassette dossier riguardanti interventi di conservazione su beni architettonici, paesaggi culturali e ambiti di protezione della natura. Il dato è stato definito incoraggiante e conferma l’importanza di valorizzare interventi di qualità coerenti con gli scopi statutari della STAN.
In chiusura, il Consiglio direttivo ha ringraziato i membri dell’associazione, i sostenitori, i colleghi del Consiglio direttivo e i segretari Carla Borradori Porta e Paolo Camillo Minotti per il lavoro svolto e per il contributo fondamentale al perseguimento degli obiettivi della STAN.
Per approfondire tutti i temi trattati durante l’assemblea, è possibile consultare il documento completo della Relazione del Consiglio direttivo all’Assemblea annuale 2024.
