Riassunto dell’Assemblea annuale STAN 2020
Nel 2020 l’Assemblea annuale della Società ticinese per l’Arte e la Natura (STAN) si è svolta in una forma particolare, a causa della pandemia. Non potendo organizzare l’incontro dal vivo, l’assemblea è stata effettuata online e per iscritto, permettendo comunque ai membri di partecipare attraverso mezzi elettronici o comunicazioni scritte.
Nonostante il contesto difficile, la STAN è riuscita a portare avanti diverse attività di promozione e sensibilizzazione. Tra giugno e settembre sono state organizzate quattro visite guidate nell’ambito del tema nazionale “Paesaggi culturali”. Le visite si sono svolte in Valle Bavona, in Valle di Muggio, sul Lungolago di Lugano e nel quartiere di San Giovanni a Bellinzona. Questi luoghi, di grande valore paesaggistico, naturalistico, storico e architettonico, hanno permesso ai partecipanti di scoprire e comprendere meglio la ricchezza del territorio ticinese.
La relazione richiama anche il successo delle due iniziative federali “Contro la cementificazione del nostro paesaggio – Iniziativa paesaggio” e “Per il futuro della nostra natura e del nostro paesaggio – Iniziativa biodiversità”. Promosse da Patrimonio svizzero, Pro Natura, BirdLife e dalla Fondazione svizzera per la tutela del paesaggio, le iniziative rappresentano un segnale importante a favore della protezione della natura, del paesaggio e degli inventari federali IFP e ISOS.
Ampio spazio è stato dedicato anche all’attività di contenzioso svolta dalla STAN. Nel corso dell’anno l’associazione ha ottenuto risultati significativi in tre procedure davanti al Tribunale cantonale amministrativo. Tra queste figurano il caso degli atelier dell’Accademia di architettura di Mendrisio, il ricorso contro la licenza edilizia per alcuni appartamenti a Corteglia e il ricorso vinto contro la demolizione di gran parte degli edifici del nucleo storico di Novazzano.
La relazione sottolinea come questi casi dimostrino l’importanza degli inventari federali IFP e ISOS quali strumenti scientifici per valutare correttamente gli interventi sul territorio. In particolare, il caso di Novazzano ha riaperto il dibattito sulla tutela dei centri storici, spesso sottoposti a una forte pressione edilizia e bisognosi di un approccio culturale più attento e rispettoso della loro identità.
Un esempio positivo di dialogo e confronto è rappresentato dalla Masseria di Cornaredo. In seguito all’opposizione avviata nel 2019, la STAN è riuscita a contribuire a un’evoluzione del progetto verso una visione di restauro conservativo, condivisa anche dall’architetto autore dell’intervento. La struttura, destinata ad accogliere le attività della Fondazione Francesco, è stata indicata come un bene meritevole di conservazione.
La relazione affronta inoltre il tema dei costi legati al contenzioso. Le procedure più complesse comportano infatti oneri finanziari importanti, soprattutto quando è necessario ricorrere a professionisti esterni. La STAN ha espresso la volontà di contenere questi costi facendo maggiormente capo alle competenze presenti all’interno del Consiglio direttivo, pur riconoscendo che alcuni casi richiedono inevitabilmente il contributo di specialisti.
Un altro punto centrale riguarda l’iniziativa popolare cantonale della STAN “Un futuro per il nostro passato: per un’efficace protezione del patrimonio culturale del territorio ticinese”. La relazione ricorda che il messaggio del Consiglio di Stato sulla revisione della Legge sulla protezione dei beni culturali era in discussione nella Commissione Ambiente, territorio ed energia del Gran Consiglio. L’associazione ha espresso l’auspicio che il compromesso raggiunto non venga indebolito e che venga rispettata la volontà dei quasi quindicimila cittadini che hanno sostenuto l’iniziativa.
La parte finale della relazione propone una riflessione sulla missione della STAN. L’associazione ribadisce il proprio impegno nella protezione del territorio, dei siti e delle testimonianze artistiche e storiche, nella promozione della conoscenza del patrimonio naturale e artistico, nella valorizzazione della memoria storica e nella difesa di interventi armoniosi con il paesaggio e rispettosi dei monumenti e degli insediamenti degni di protezione.
La STAN riconosce la necessità di comunicare meglio il proprio operato, superando alcuni cliché che la descrivono soprattutto attraverso l’attività di opposizione e ricorso. Per questo motivo intende rafforzare l’informazione, l’attività propositiva e il dialogo culturale, anche attraverso la rivista “Il nostro Paese”, il sito e i canali social.
In chiusura, il Consiglio direttivo ha ringraziato i membri dell’associazione, i membri del Consiglio direttivo e la segreteria per il lavoro svolto in un anno particolarmente difficile. Sono stati inoltre ricordati i cambiamenti all’interno del Consiglio direttivo, con il ringraziamento a Stefano Baragiola e ad Alden Moccia per il contributo offerto e con la proposta di nomina dell’architetta Sibylle Heusser, già responsabile dell’Ufficio ISOS, quale nuovo membro del Consiglio direttivo.
Per approfondire tutti i temi trattati durante l’assemblea, è possibile consultare il documento completo della Relazione del Consiglio direttivo all’Assemblea annuale 2020.
