Riassunto dell’Assemblea annuale STAN 2021
Il 3 settembre 2021 si è tenuta a Lugano, all’Hotel Pestalozzi, l’Assemblea annuale della Società ticinese per l’Arte e la Natura (STAN), preceduta da una conferenza del biologo Lorenzo Giollo dedicata alle api selvatiche, dalle Bolle di Magadino al contesto svizzero. Il Consiglio direttivo ha ricordato come, dopo l’assemblea online del 2020, la situazione pandemica continui a mostrare la responsabilità degli esseri umani verso il pianeta e la fragilità degli equilibri naturali, tema che STAN ha scelto di approfondire nell’anno attraverso il focus sulla biodiversità nella propria rivista.
Una parte importante della relazione è dedicata alle iniziative federali su biodiversità e paesaggio, che STAN sostiene in modo deciso: l’associazione appoggia l’Iniziativa biodiversità e la gemella Iniziativa paesaggio, criticando le risposte parziali e i controprogetti poco incisivi del Consiglio federale e ribadendo la necessità di rafforzare la Costituzione e la legge federale sulla protezione della natura e del paesaggio del 1966. Sul piano cantonale, la STAN aggiorna i soci sull’iniziativa popolare Un futuro per il nostro passato (2014), sottoscritta da quasi quindicimila cittadini: l’associazione si oppone alla bozza di rapporto commissionale che indebolirebbe la legge ticinese sui beni culturali e chiede al Parlamento di approvare il messaggio del Governo, prefigurando il ricorso al voto popolare se ciò non avvenisse.
La relazione insiste poi sulla minaccia che piani regolatori sovradimensionati e non aggiornati pongono al patrimonio culturale e naturale, e illustra una lettera inviata dalla STAN ai Municipi ticinesi per sollecitare una revisione qualitativa della pianificazione territoriale e il recepimento dell’Inventario federale ISOS nei piani regolatori. In questo contesto vengono citati casi concreti: il parco eolico sul passo del San Gottardo, le pressioni sui beni protetti di Mendrisio (in particolare l’ex Ospedale della Beata Vergine) e i progetti che minacciano paesaggi e siti inventariati, come le piste per mountain bike sul Monte San Giorgio, in contrasto con l’Inventario federale e con il riconoscimento UNESCO.
Un ulteriore asse tematico riguarda il turismo di massa: la STAN richiama le immagini delle valli Verzasca e Maggia sovraffollate, la reazione delle comunità locali e la necessità di fissare limiti quantitativi all’afflusso di visitatori, lavorando anche con altre associazioni come Pro Natura, WWF, CAS e la Fondazione svizzera per la tutela del paesaggio per elaborare strategie comuni. La relazione segnala infine la buona collaborazione con l’associazione madre Patrimonio svizzero, la maggiore visibilità dei suoi temi nella rivista Il nostro Paese e il progetto di una “antenna latina” per rafforzare il lavoro con le sezioni romande e la STAN; l’assemblea si conclude con i ringraziamenti ai soci, al Consiglio direttivo, al personale di segreteria e con un invito a diffondere l’associazione e le sue attività.
